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2 Commenti

una bussola per le smart city?

Renato Oscar Valentini

Di smart city se ne parla davvero tanto quasi da sentirsi smarriti nell’affrontare concretamente il tema. Diventa quindi, forse, anche una questionde di “metodo” e in tal senso penso possa venire incontro come aiuto il recente “Vademecum per la città intelligente” promosso dall’Osservatorio Nazionale Smart City costituito dall’Anci, ovvero dall’associazione nazionale comuni italiani (http://osservatoriosmartcity.it/)

Realizzato attraverso l’analisi di 41 su 58 città aderenti all’osservatorio, ovvero quelle forse più inclini ad affrontare un progetto sostenibile di trasformazione, suggerisce alcuni, pochi, elementi chiavi su cui impostare il futuro. Forse quasi retorici per la loro “semplicità”, ma che proprio per questo debbono essere affrontati nel modo più pragmatico e serio possibile. Questi capisaldi sono:  avere un’idea di città, avere un piano, avere le risorse per farlo  e darsi l’organizzazione adatta

Seneca disse che “non c’è alcun vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” e mi pare che questi proponimenti siano molto affini a questo aforisma.

Voi cosa ne dite? Avreste altri suggerimenti da affiancare? Quanto siamo allora distanti tra “pensiero” e “azione”?

Nel mentre riflettete (e spero commentiate) vi sottopongo anche un breve filmato che ho trovato in youtube sui “pilastri della smart city” pubblicato da “HIC ad HOC – cultura interattiva – TO”

Commenti

  1. Renato Oscar Valentini

    Condivido, Gian Paolo, altrimenti il rischio è di essere astratti e peggio ancora di disperdere energie. Quale pensi possa essere il metodo migliore per coinvolgere al meglio i cittadini? Quale le forme migliori di comunicazione e informazione? grazie ciao renato

  2. Gian Paolo Balboni

    Comunque una Smart City non può essere solo un progetto pensato e sviluppato Top-Down. Il cooinvolgimento concettuale ed operativo dei cittadini, che vivono la città nel quotidiano, è fondamentale. La partecipazione deve necesariamente svilupparsi ad al livello dicondivisione dei macro-obiettivi, ma può anche assumere connotazioni molto concrete ed operative. Per esempio i cittadini possono essere fornitori di flussi di dati che vadano ad arriccchire una piattaforma di Open Data fornita dalla amministrazione pubblica, oppure possono sviluppare applicazioni che usano gli stessi Open Data e forniscono servizi ed informazioni ad altri cittadini.

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