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Startup cooperative: un modello collaborativo per mitigare i rischi dello startupper romantico

Startup cooperative: un modello collaborativo per mitigare i rischi dello startupper romantico
Roberto Zambetti

Un recente articolo della rivista The Economist dal titolo eloquente “Entrepreneurs anonymous” del 20 settembre (LINK), descrive con sguardo disincantato cosa può succedere al malcapitato neo-imprenditore che affronta la creazione di una startup con un approccio iper-ottimista e poco razionale.

L’analisi evidenzia come la situazione si sia rivelata particolarmente critica nel caso di startupper che venivano da precedenti esperienze manageriali, abituati ad utilizzare i servizi e le leve di controllo che l’ambiente aziendale metteva a loro disposizione.

I risultati si sono rivelati critici sul piano economico (secondo l’articolo 50% delle startup americane non supera i cinque anni di vita e secondo Shikhar Ghosh della Harvard Business il 75% delle startup finanziate da Venture Capital nonostante accurati processi di revisione sul business plan, non restituiscono neppure il capitale iniziale). Ma è soprattutto sul piano personale del novello imprenditore che si assiste a fenomeni di forte disagio individuale e sociale legati al carico di lavoro e di stress insostenibile nel medio periodo. L’iper-ottimismo iniziale e la carica di adrenalina dei primi tempi si può trasformare in un tunnel con conseguenze anche drammatiche per lo startupper e la sua famiglia.

Una possibile azione per mitigare il rischio dell’isolamento del novello imprenditore prigioniero di se stesso si basa sull’adozione di un approccio cooperativo alla  neo-imprenditorialità che si può sviliuppare in due dimensioni che si possono anche combinare fra di loro:

  1. fondare una startup cooperativa, integrando l’approccio creativo e innovativo di un nuovo progetto imprenditoriale con una visione condivisa di un gruppo iniziale di soci(magari di numerosità limitata). Nel sito del progetto Coopstartup  (LINK) di Coopfond ( (fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione della Lega delle Cooperative) e Legacoop è suggerito un percorso di sviluppo per questo modello di nuova imprendintorialità
  2. inserire la startup in un progetto di rete di impresa che per fare massa critica e creare valore distintivo sul mercato, condividendo il progetto di business e la sua realizzazione con un gruppo di imprese già costituite o in corso di costituzione.

Insomma, la passione dello startupper si deve integrare in rete per affrontare il viaggio periglioso di creazione e sviluppo di una nuova azienda.

 

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