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Smart city, nuovo rinascimento?

Smart city, nuovo rinascimento?
Renato Oscar Valentini

Nella Galleria Nazionale delle Marche, a Urbino, tra i vari capolavori esposti, c’è un dipinto che non è “solo” bello, ma è un simbolo di quel splendido periodo storico, per l’Italia ma anche per l’intera umanità, che fu definito “Rinascimento“.

Parlo del quadro intitolato la “Città ideale” – una tempera su tavola di cui vedete qui sopra l’immagine – dipinto alla fine del XV secolo da autore ignoto, anche se tra i nomi ipotizzati spiccano maestri quali Piero della Francesca o Francesco Giorgio Martini.

Quello che possiamo notare in prima battuta è la pulizia e la razionalità del dipinto, un richiamo alle potenzialità dell’uomo: al suo ingegno, creatività e capacità che può forgiare con le proprie mani un destino di progresso e civiltà. Un cambiamento epocale rispetto ai tempi oscuri del medioevo.

E ora, a che punto siamo? Non siamo, secondo voi, in una sorta di “moderno medioevo sociale ed economico”? Non abbiamo bisogno di far emergere, ancora una volta, quelle energie, in parte sopite in parte neglette, che ci permettano un rilancio, l’inserimento in un nuovo percorso di sviluppo e di progresso, senza shock violenti di alcun tipo?

A chi ha risposto (o pensato) affermativamente a questa domanda chiedo allora di fare uno sforzo in più e di aiutarmi/aiutarci a capire come indirizzare allora tutte le nostre energie cominciando a ragionare da quei luoghi principi del nostro vivere civile e comunitario, ovvero dalle nostre città e cittadini. Smart in inglese significa intelligente, quindi è semplice immaginare che per rendere le nostre città intelligenti, ovvero “Smart Cities”, non basta dotarle solo di tecnologie raffinate, ma di adeguare queste alle varie e molteplici esigenze dei cittadini che li abitano. Ovvero occorre partire prima da questi, dai loro bisogni. Le varie (e tante) iniziative che abbiamo stotto gli occhi stanno seguendo questo metodo, secondo voi? Avete esperienze da condividere, sia positive che negative? Avete proposte? Il tema delle smart city parrebbe non essere tra le priorità dell’Agenda Digitale italiana, come ha detto poco tempo fa il  commissario dell’Agenda Digitale Italiana, Francesco Caio. Siete d’accordo?

 

 

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