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Smart city allo…zafferano?

Smart city allo…zafferano?
Renato Oscar Valentini

Un recente evento organizzato dall’ dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Milano è stato anche occasione per fare un punto su quanto si è fatto, su quanto si sta facendo e su quanto si vorrebbe fare in tema “smart city” nella capitale economica italiana, che – non scordiamoci – sarà anche il cuore di expo2015. Interessante notare come l’assessore all’Economia, alla crescita e alla semplificazione della Regione Lombardia – Massimo Garavaglia – sintetizzi abilmente che Milano sia “già una smart city ma non lo fa notare”. Un’affermazione  sottotono – un po’ troppo “understatement” – rispetto ai luoghi comuni che vedono la città e i suoi cittadini tendenzialmente ambiziosi, dinamici e protendenti più ad una simpatica vanagloria (e soprattutto anche con il “cor in man”), ma siccome è anche giusto sfatare i luoghi comuni , ci può stare. Soprattutto perché Milano avrebbe il record di città più cablata d’Europa (quanti ne sono a conoscenza?) e perché sono ben  134 i Comuni della provincia uniti in una logica comune, ovvero focalizzati in uno statuto comune sul tema “smart cities”, onde evitare di perdersi in mille rivoli.  Già, perché anche qui si intravvede il rischio di sfruttare al meglio le risorse disponibili facendo sinergie e per passare dalla parole ai fatti, che vedano anche il “cittadino al centro”. Ecco allora che si potrebbero far “atterrare in concreto” temi interessanti quali isole digitali, sensori per il traffico, tecnologia legata al controllo dell’inquinamento ambientale e di gestione dei contatori per il gas.  Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza come disse il poeta e speriamo che Milano sia esempio di ottima Smart City…allo zafferano, verrebbe da dire.

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