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Serendipity

Serendipity
Vincenzo Tizzani

In Giappone sta per aprire un hotel in cui l’accoglienza degli ospiti, portare i bagagli e rassettare le stanze, sono operazioni effettuate da robot. Prevedere il futuro è, in genere, impresa difficile. Una gran numero di previsioni prevedono sventura e Cassandra, pur avendo avuto ragione, si è guadagnata un posto nella storia come menagramo. Pochi sono quelli che sopravvivono al tempo. Eppure le attività umane e in particolare le imprese basano le proprie fortune su corrette previsioni di mercato, previsioni di evoluzioni tecnologiche, previsioni di comportamenti della società. Le previsioni, nei temi tecnologici, sono ancora più complicate, specialmente per chi, come noi italiani, siamo un po’ ai margini delle tecnologie emergenti. Compiti definiti semplici, risultano molto difficili. Eppure, proprio per affrontare i mercati moderni, le previsioni rivestono un ruolo determinante. In questa epoca, più i prodotti ed i servizi crescono in complessità (funzionalità, interazione con altri, integrazioni) e più è necessario mettere insieme squadre di progetto composte da soggetti eterogenei, ognuno portatore di una specifica tecnologia, che permettano uno sbocco immediato sul mercato. E qui bisogna intendere il mercato non solo come sbocco della produzione e dei servizi, ma anche come necessario driver di funzionalità e qualità, nonché ramo di feedback. Oggi, come ieri, per avere successo sul mercato è necessario avere l’intuizione che faccia la differenza rispetto ai concorrenti .

Horace Walpole, ispirato dalla lettura di una fiaba persiana, a metà del settecento, coniò il termine “serendipity” nel raccontare di come tre principi indiani trovarono salvezza grazie ad intuizioni dovute al caso, ma anche allo spirito acuto e alla loro capacità di osservazione. La serendipità è anche un elemento della ricerca scientifica, quando spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro. Nelle scoperte scientifiche, in contrapposizione al metodo dell’indagine sistematica, è insito qualche elemento di casualità: se il ricercatore sapesse già esattamente quello che sta cercando, non avrebbe bisogno di cercarlo, bensì gli basterebbe avere una conferma di una realtà che già prevede esista.

La definizione più seducente della serendipità è del ricercatore americano Julius Comroe: la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.

La ricerca, anche solo quella di mercato, per chi cerca qualcosa che gli dia un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, dunque, non può prescindere da un certo grado di casualità. Segnalo, quindi, un sito web che è come il pagliaio di cui sopra. Forse non ci troverete la figlia del contadino, ma un certo numero di idee interessanti su una decina di discipline, argomentate e valutate da migliaia di visitatori.

Il mercato delle previsioni può sembrare una spettacolare preveggenza divinatoria, ma c’è un modo per renderla più scientifica. Il trucco sta nel porre questioni abbastanza larghe per risultare interessanti e spingere all’approfondimento, abbastanza dettagliate da poter essere  preziose, e piuttosto precise da permettere ai giudici di vederne chiaramente gli effetti.

Quando un soggetto propone una domanda, deve inoltre fornire dei valori numerabili (anno, piuttosto che un valore in denaro) e una sezione di background, che spieghi con antefatti da dove nasce la domanda. La domanda “quando sarà disponibile un robot per la casa che costi meno di 100.000 dollari e che sappia fare almeno tre lavori domestici?” è stata formulata da un team della società di personal robot Willow Garage che aveva finalmente programmato il suo prodotto a piegare asciugamani. Interessante! Esistono già dei personal robot che fanno una sola operazione e il loro creatore si è posto un obiettivo: costo inferiore a 100.000$ e almeno quattro operazioni.

Lo consiglio a tutti. È un ottimo sistema per cercare gli aghi nei pagliai. Per chi volesse farsene una idea, il sito è all’indirizzo: http://scicast.org. Si possono trovare domande astruse, ma anche domande più interessanti e circostanziate.

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