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Riflessioni per una proposta di legge sullo Smart Work

Riflessioni per una proposta di legge sullo Smart Work
Guelfo Tagliavini

Il contributo che ho trasmesso all’On. Alessia Mosca a supporto della proposta di legge sullo “Smart Working” presentata alla Camera dei Deputati:

Punto 1)
Lo smart work, con particolare riferimento al telelavoro, deve essere considerato come una modalità standard di lavoro. In questa ottica, nei nuovi contratti di lavoro deve essere prevista questa modalità come forma naturalmente associata a quella tradizionale. L’amministrazione prende in carico l’eventuale dotazione degli strumenti necessari al telelavoro.

Il telelavoro deve essere aperto a tutte le figure professionali senza alcuna discriminazione che possono operare anche solo parzialmente in tale modalità. Per i contratti in essere l’adesione è su base volontaria.

Punto 2)
Il contratto di lavoro di cui al punto 1) deve avere validità nazionale: le varianti e le articolazioni locali sono concordate di volta in volta. L’amministrazione sceglie le modalità di applicazione con riferimento alla durata, ai rientri in sede, etc

Punto 3)
La pratica del telelavoro prescinde dai vincoli determinati dalla logistica del lavoratore. L’amministrazione non ha in carico la manutenzione ed il controllo degli impianti (elettrici, di condizionamento, di illuminazione, …) e di tutti i servizi accessori (es. sicurezza fisica dei luoghi, …) per i quali si richiamano le responsabilità ed i doveri di chi ne è intestatario o li ha in carico (es. intestatario del contatore di fornitura del servizio).

 Punto 4)
La valutazione delle attività telelavorate prescinde dai tempi di presenza nella postazione di lavoro e deve avvenire sulla base di risultati oggettivi (misura degli output). Il carico di lavoro in modalità smart, deve essere equiparato a quello dell’analogo incarico eseguito in modalità tradizionale. Ove necessario può essere imposta la presenza in postazione in determinate fasce orarie (es. necessità di reperibilità o di interazione in tempo reale).

Punto 5)
L’adozione e l’applicazione del telelavoro devono essere incentivate ad esempio attraverso la possibilità di assumere giovani con regime contributivo agevolato o attraverso altre forme di agevolazione. Le agevolazioni sono ripagate dai benefici sulla collettività che derivano dall’introduzione del telelavoro.

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