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quando sognavo di fare il caffè con il PC!

Renato Oscar Valentini

E’ dall’oramai lontano 1999 che il MIT di Boston iniziò i primi passi sul concetto di Internet of Things, ovverosia Internet delle Cose, ma solo ora, con l’avvento e l’evoluzione delle reti senza fili – mobili, wifi, mesh – oltre che di una tecnologia sempre più miniaturizzata e sostenibile – nanotecnologie, energy harvesting – ci stiamo accorgendo della sua potenzialità e pervasività. Gli oggetti, comunicando tra loro, ci semplificheranno la vita sempre di più e il futuro supererà la fantascienza. Futuro?  Forse sarebbe meglio dire presente considerato che un recente studio dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management  del Politecnico di Milano ci dice che nel 2013 erano ben sei milioni gli oggetti connessi, con un balzo a due cifre rispetto all’anno precedente (+20%) che  pone IoT (acronimo di Internet of Things) tra i business ICT di maggior crescita. Oltre ad aiutarci nella vita domestica, l’IoT promette di essere un modello vincente anche per le Smart City, pensiamo ad esempio solo al monitoraggio, dall’ambiente ai consumi. Tanti anni fa si diceva scherzando, quando si parlava delle potenzialità sempre crescenti dell’informatica, che con i computer a breve si sarebbe potuto fare anche il caffè. A un certo punto, per gioco, con un vecchio Olivetti M24 e utilizzando una connessione seriale, mi dilettai a costruire un’interfaccia per attivare una macchinetta elettrica del caffè, proprio per divertirmi dietro quel mito. Oggi creatività e fantasia unite alla tecnologia possono fare veri e propri miracoli, cosa ne pensate? Intanto vi propongo un filmatino tratto sul tema da youtube, buona visione!

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