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QUANDO LA START UP SI TINGE DI ROSA

QUANDO LA START UP SI TINGE DI ROSA
Emanuela Negro-Ferrero

Come founder di una Start Up incubata al Politecnico di Torino, spesso vengo convocata per interviste ed interventi. Il motivo è molto semplice. Non sono più intelligente o capace di molti miei colleghi. Sono una donna.  I dati torinesi rilevano che sulle 184 nuove imprese incubate solo 23 sono al femminile. Presa da curiosità, sono andata a guardare in rete un po’ di dati. Non sono rimasta sorpesa.Una ricerca condotta da Mind the Bridge, fondazione specializzata in Start Up, conferma che in Italia il popolo degli startupper è prevalentemente maschile: solo l’11 per cento dei founder è donna” spiega Michele Costabile, professore di economia e gestione delle Imprese alla LUISS. “Un dato allineato con ciò che accade nella Silicon Valley, migliore della situazione a Londra (9 per cento donne) e Sidney ( 3 per cento). “Per quanto riguarda però le Start Up formate da under 35, ben il 30 per cento di chi le ha fondate è donna”. L’Italia però su questo versante non è rimasta ferma. In alcune regioni, specialmente centro e sud, sono già state attivate forme di finanziamento con coperture sino al 70% per nuove imprese al femminile Se si considera che la maggior parte delle Start Up ha a che fare con l’innovazione ( non necessariamente tecnologica) e che innovazione significa digitale, non posso che essere d’accordo che il tema Start Up debba essere portato a conoscenza dell’universo femminile con tutte le sue straordinarie potenzialità di sviluppo. I dati parlano chiaro, sotto ai trent’anni le donne osano e, sovente, riescono. Sopra i trenta, forse  a causa di una certa diffidenza nei confronti del digitale e dell’innovazione in genere, le donne non si sperimentano. Ed è un vero peccato. Mettere su una Start Up è divertente, può essere un’attività costruita come integrazione di ciò che già si sta facendo. Il famoso sogno nel cassetto. A Roma sono decollate un mese fa “Le cicogne”. Una App e un sito ideati da giovani donne romane disoccupate che hanno pensato di offrire in maniera strutturata servizi di babysitting, taxi sitting e aiuto compiti . Grazie a loro decine di ragazzi e ragazze hanno trovato un’occupazione.  Partendo da un’idea piuttosto banale ma, come ben si vede, assolutamente fattibile. Come loro , ci sono decine di casi di successo. La mia collega d’ufficio, neo mamma, ha messo su KraKra Kids. E-commerce dedicato ai deal nel settore infanzia. Interessante e innovativo.

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