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Quali sono i propositi smart per l’anno nuovo?

Quali sono i propositi smart per l’anno nuovo?
Redazione

Si è da poco chiuso un anno che ha fatto significativi passi avanti nello sviluppo della tecnologia smart e se ne è aperto un altro che promette di essere altrettanto significativo.

Come cambieremo il modo in cui viviamo, lavoriamo e impariamo? Ma soprattutto saremo all’altezza in termini d’intelligenza del nuovo mondo digitale che ci aspetta?

Con il nuovo anno e le prospettive che si aprono dinnanzi a noi queste domande sono d’obbligo. “Smart” è infatti una delle parole d’ordine nell’era digitale che stiamo vivendo. Tutti ormai possediamo uno smartphone e molti altri dispositivi intelligenti, diventati ormai assolutamente indispensabili nella vita di tutti i giorni e nel lavoro.

È sempre difficile fare previsioni, ma sono molti i cambiamenti attesi per il nuovo anno. Il 2018 innanzi tutto sarà l’anno degli smart speaker, i diffusori audio portatili che, per la verità, esistono già da un po’ ma, secondo una ricerca di Canalys, da quest’anno aumenteranno le loro potenzialità.

Si prevede che il 2018 sarà anche un anno che segnerà una tappa fondamentale nello sviluppo della guida autonoma. Le aziende automobilistiche, che puntano molto in questa tecnologia che sta diventando sempre più una realtà concreta, si pongono infatti nuovi importanti obiettivi come quello dell’abbattimento dei costi.

Le tecnologie intelligenti continueranno quindi ad avere un impatto sempre più significativo sulle organizzazioni, costringendo tutti a cambiare mentalità e comportamenti per riconoscere e adattarsi a questa realtà.

Il nuovo anno diventerà infatti ancora più “intelligente” di quello passato, e la parola smart sarà davvero sulla bocca di tutti, ma la verità è che la maggior parte delle persone ne ignora ancora la reale complessità. Molti non sembrano infatti rendersi pienamente conto delle sue incredibili potenzialità.

Responsabili politici, dirigenti e educatori ad esempio non si adattano abbastanza velocemente alle nuove conquiste dell’era digitale. Molti dei nostri leader non hanno ancora modificato la loro mentalità o il loro comportamento e continuano a rapportarsi in società con procedure standard. Questo potrebbe arrecare problemi seri, perché porta a una forte discrepanza e rottura tra il “mondo nuovo” delle conquiste tecnologiche e il “vecchio mondo” caratterizzato da strutture gerarchiche standardizzate.

Questi approcci per così dire “dall’alto verso il basso” non hanno infatti molto appiglio in un mondo digitale e smart. Stiamo percependo che questi antichi orientamenti gestionali portano al disimpegno e al disinteresse da parte della nuova generazione. Lo osserviamo ad esempio con la bassa affluenza alle elezioni politiche e le difficoltà che incontrano molte imprese nell’attrarre e trattenere i migliori talenti.

Il problema è che sembra molto difficile per i governi, le imprese e altre organizzazioni liberarsi dalle strutture e dal pensiero gerarchico del vecchio mondo. Il cambiamento non avviene facilmente. La “nuova generazione” ricerca invece la sperimentazione e il pensiero “fuori dagli schemi”. Le tendenze e gli sviluppi del “nuovo mondo”, come le piattaforme e i social media, non si adattano invece alle aspettative e all’esperienza del “vecchio mondo” e vengono spesso e volentieri evitati.

È davvero un conflitto tra due diverse culture. Il vecchio mondo analogico contro il nuovo e ancora da scoprire mondo digitale. Tuttavia, si prevede che questa disconnessione diminuirà nel 2018. Finalmente una buona notizia, perché solo se adattiamo il modo in cui viviamo, lavoriamo e apprendiamo, saremo in grado di prendere decisioni “intelligenti” sulle opportunità e le sfide legate all’attuale rivoluzione digitale.

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