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Perché parlare di e-commerce?

Perché parlare di e-commerce?
Mauro Ugolini

Cominciamo a trattare questo tema, partendo da alcune osservazioni preliminari.

Oggi Internet permette uno scambio d’informazioni incredibilmente veloce. Le aziende ne hanno compreso l’importanza, e usano la rete come strumento per l’espansione del business.

L’e-commerce (electronic commerce) è un modo di effettuare transazioni – piccole o ingenti che siano – su Internet, senza la necessità di recarsi presso punti vendita.

E’ apprezzato dai clienti che preferiscono ricevere beni o servizi dai fornitori, piuttosto che recarsi a fare acquisti nei negozi. Alle aziende, offre invece l’opportunità di acquistare materie prime o servizi di base per la produzione a costi inferiori – senza la necessità del contatto diretto con i fornitori.

Poichè Internet è sempre accessibile, non c’è orario per gli acquisti con l’e-commerce. Il risultato è un incremento della produttività, perchè diminuisce il tempo di attesa per gli approvvigionamenti, e una crescita dei ricavi, perchè si vende 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.

Oggi si distinguono cinque tipi principali di e-commerce: business to business (B2B), business to consumer (B2C), consumer to business (C2B), consumer to consumer (C2C) e mobile e-commerce (m-commerce).

Il B2B riguarda le transazioni online tra le aziende – senza cioè coinvolgimento o impatti sui clienti. Per le aziende, il B2B comporta una riduzione degli errori negli acquisti e un generale aumento d’efficienza.

Il B2C è l’e-commerce più noto, quello delle transazioni tra consumatori e retailers. In genere, sono le aziende produttrici che allestiscono siti web per vendere online ai clienti; tuttavia, le aziende possono anche utilizzare piattaforme web realizzate da player specializzati nelle soluzioni per l’e-commerce.

Il C2B ha luogo quando si è alla ricerca di professionisti per eseguire determinate prestazioni: caso tipico, quello delle ristrutturazioni degli immobili. Il capitolato lavori si “carica” su un sito C2B, e si richiedono poi offerte alle aziende accreditate. Selezionata l’offerta, si procede poi al pagamento elettronico, utilizzando i servizi finanziari sicuri del sito.

Il C2C è la versione evoluta dell’antico “mercato all’aperto”. I prodotti sono offerti online da singoli utenti, utilizzando siti che applicano commissioni sulle transazioni. I clienti acquistano i prodotti e pagano online in modalità sicura. Il venditore provvede alla spedizione dei beni, e preleva le somme corrispondenti ai pagamenti dei clienti direttamente sul sito.

Infine l’m-commerce, ovvero l’acquisto di prodotti o servizi da terminale mobile (“web-enabled”). Molti business online forniscono oggi “apps” per trovare e acquistare prodotti da smartphone. Effettivamente, l’m-commerce presenta caratteristiche del tutto simili a quelle delle diverse tipologie di e-commerce descritte: la differenza è rappresentata dal dispositivo, non certamente dalle tipologia di servizi accessibili.

Dunque dall’inizio degli anni ’90, in cui l’e-commerce è iniziato per l’impulso dato da aziende pionieristiche come Amazon ed eBay, molta strada è stata fatta. Scoppiata la bolla delle “dot.com” negli anni 2000, il business online è andato costantemente crescendo, sino a far diventare l’e-commerce il fenomeno più rilevante e a più rapido sviluppo negli anni più recenti.

Perciò, il commercio via Internet – l’e-commerce – è oggi un metodo sempre più diffuso per fare acquisti: può aver luogo su differenti tipi di piattaforme, con modalità diverse (aste, annunci pubblicitari, etc.) e con dispositivi differenti.

Gli evidenti vantaggi – sia per chi acquista che per chi vende – giustificano ampiamente lo spazio che daremo all’analisi e discussione di temi e aspetti ad esso collegati.

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