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Un commento

Nuovi paradigmi e nuove soluzioni per il telelavoro

Nuovi paradigmi e nuove soluzioni per il telelavoro
Marco Vari

Come più volte accennato, nel 2010 l’amministrazione Obama trasforma in legge il Telework Enhancemen Act.

Sin da subito, proprio negli “States”, si sono resi conto dell’importanza e dei benefici derivanti dalla possibilità che i (tele)lavoratori potessero utilizzare i propri dispositivi al posto di quelli aziendali. All’epoca fu coniata l’espressione  BYOD acronimo di Bring Your Own Device.

Oggi il BYOD si è modificato seguendo molteplici declinazioni: il BYOT (BYO Technology o Tablet), il BYOP (BYO Phone) e via dicendo, ma per le amministrazioni/aziende presenta sempre le stesse luci ed ombre.

Se infatti è vero che in questa maniera le amministrazioni sono sollevate dalla manutenzione e dagli aggiornamenti che restano a carico del proprietario del dispositivo e che il medesimo probabilmente lavora con uno strumento che gli è più congeniale, è anche vero che i relativi problemi non sono pochi. Tra i maggiori ci sono sicuramente quelli di sicurezza: cosa ne è dei dati aziendali se un lavoratore decide di dismettere quel dispositivo? Chi, oltre a lui, lo utilizza abitualmente? Quali applicazioni possibili veicoli di trojan sono installate? Il lavoratore si preoccupa di effettuare gli aggiornamenti che consentono di averlo il più possibile protetto?

E’ chiaro che a questo punto tutti i benefici del BYOD o se volete del BIOx vengono messi in discussione.

Tuttavia in questi casi possono essere adottate molte strategie per fare fronte a questi problemi ed il cloud computing può essere di grande aiuto.

Il cloud da un lato consentirebbe di memorizzare i dati aziendali in uno spazio remoto protetto e quindi non direttamente sul dispositivo ed inoltre, attraverso soluzioni di SaaS,  limiterebbe enormemente l’utilizzo degli applicativi residenti, con conseguente ulteriore riduzione dei rischi.

A questo punto l’appetito vien mangiando e penso: “perché le PA in primis, non adottano soluzioni che contemplino la possibilità di sfruttare le stesse soluzioni ICT per rispondere a più esigenze contemporaneamente?”.

Pensate ad un sistema cloud federato che consenta da un lato di avere una unica piattaforma per la gestione dei dati e dall’altro che presenti le applicazioni aziendali della PA in funzionalità SaaS. In questo modo tanti lavoratori potrebbero gestire meglio il loro tempo, potendo accedere al loro desktop every-time, every-were, potrebbero aumentare la loro efficienza e magari risparmiare anche un po’ dello straziante pendolarismo che – chi pratica – ben conosce …. insomma … in poche parole potrebbero telelavorare.

Commenti

  1. Michele Armenise

    E probabilmente le PA risparmierebbero anche diversi quattrini, oltre che con i SaaS spostare le spese da Capex a Opex.

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