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Le città più smart nel mondo

Le città più smart nel mondo
Redazione

Nel corso degli ultimi anni il concetto di smart city è stato e rimane al centro di una crescente attenzione da parte delle attività governative anche per quanto riguarda la pianificazione urbana. Si tratta di una delle risposte alle recenti sfide urbane, come ad esempio alla rapida espansione della popolazione. L’attuale tendenza di agglomerazione, che porterà nel 2050 ai due terzi della popolazione mondiale a risiedere nei centri urbani, ha infatti una serie di aspetti positivi come l’innovazione, la ricchezza e la competitività economica, ma mette anche a rischio la sostenibilità delle città.

Un’urbanizzazione su larga scala da gestire quindi al meglio per garantire una buona qualità della vita, efficienza e sostenibilità ambientale.

In risposta a questo processo, per il quarto anno consecutivo, l’IESE Cities in Motion Index (CIMI) ha valutato 181 città del mondo in relazione a 10 aspetti chiave che costituiscono benessere e sviluppo sostenibile.

La CIMI è una piattaforma di ricerca lanciata dal Centro IESE Business School per la globalizzazione e la strategia e dal Dipartimento di strategia IESE. L’iniziativa collega una rete mondiale di esperti cittadini e società private specializzate con amministrazioni locali in tutto il mondo con l’obiettivo di generare centri urbani smart e di promuovere il modello Cities in Motion. Un approccio cioè innovativo alla gestione della città e un nuovo modello urbano per il XXI secolo, basato su 4 fattori principali: ecosistemi sostenibili, attività innovative, equità tra i cittadini e collegamento con il territorio.

Sotto la direzione del Prof. Pascual Berrone e del Prof. Joan Enric Ricart la ricerca prende in considerazione 10 dimensioni distinte della vita urbana: economia, tecnologia, capitale umano, coesione sociale, sensibilizzazione internazionale, ambiente, mobilità e trasporti, pianificazione urbana, gestione pubblica e governance. Per avere un buon punteggio una città deve “piazzarsi” bene su più aspetti e non eccellere unicamente in un’area.

Secondo l’IESE New York, Londra e Parigi sono le prime tre città migliori del mondo. A completare la top ten ci sono altre tre città americane (San Francisco quarta, Boston quinta e Chicago settima), altre due città europee (Amsterdam sesta e Ginevra nona), Seoul (ottava) e Sydney (decima).

Ovviamente la città perfetta non esiste. Ad esempio La Grande Mela è il principale centro economico mondiale e la seconda città più avanzata in termini di tecnologia, posizionandosi al primo posto in economia e terzo in tecnologia ma ottiene un punteggio non molto alto su coesione sociale. Invece Roma, collocata al 43esimo posto, raggiunge un buon risultato in pianificazione urbana ma uno negativo riguardo la tecnologia.

Il risultato di questa ricerca dimostra la necessità delle città del mondo di intraprendere un processo di revisione strategica, necessaria per capire che tipo di città vogliono essere, quali sono le loro priorità e quale processo di cambiamento adotteranno per trarre vantaggio delle opportunità dell’urbanizzazione. Un rapporto quindi utile anche a sindaci e amministratori per migliorare la qualità della vita dei suoi residenti.

Oggi più che mai, le città richiedono una pianificazione strategica, un processo che dovrebbe essere partecipativo e flessibile e avere come unico obiettivo quello di rendere il centro urbano unico e rinomato.

Proprio come due diverse persone o aziende non potranno mai avere la stessa ricetta per raggiungere il successo, ogni città deve cercare il proprio modello.

L’esperienza mostra comunque che i grandi centri dovrebbero rivolgersi sempre più spesso all’innovazione per migliorare l’efficienza e la sostenibilità dei loro servizi, promuovere la comunicazione e il coinvolgimento dei residenti nei propri progetti.

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