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Lavoro duro contro lavoro smart

Lavoro duro contro lavoro smart
Redazione

Siamo cresciuti con in testa le parole dei nostri nonni e genitori che esaltavano il lavoro duro come l’unico modo per fare carriera ed andare avanti nella vita. Con la convinzione che lavorare sodo sia tutto quello che bisogna fare per avere successo.

Questo valore della tradizione, è evidenziato anche dagli innumerevoli detti popolari che ci sono stati tramandati nei secoli. “Chi fugge la fatica, fugge la fortuna”; “A gloria non si va senza fatica”; “Chi ha in uggia la fatica, fa poco guadagno”; “Chi non vuole far fatiche, il terreno gli produce ortiche”, …

Si dice che i proverbi siano la saggezza dei popoli. Provengono da secoli di esperienze di vita, da abitudini, da osservazioni attente di fenomeni e comportamenti personali. Ma siamo proprio sicuri che questa sapienza del passato sia valida solo perché sopravvissuta nelle parole e nelle menti del nostro popolo?

Il lavoro sodo e faticoso da solo non è un’equazione per il successo! Molti imprenditori si concentrano sul lavoro duro perché credono sia l’unico modo per far crescere la propria azienda. Che solo se lavori abbastanza puoi raggiungere qualsiasi traguardo.

In un lavoro duro, tutto si basa sulle ore. Si tratta di sudore e del conto salato che alla fine pagano la tua mente e il tuo corpo. Se dedichi tutto il tuo tempo e le tue energie ai clienti che hai, alla fine della giornata sei troppo stanco per fare qualsiasi cosa di proattivo per la tua attività, per te o per la tua famiglia. Non hai tempo per generare nuove sfide, per proteggere i tuoi clienti attuali, né per trovarne di nuovi. Si, perché un cliente non è per sempre, si può perdere da un momento all’altro e quando ciò accade, non c’è nulla che rimanga del duro lavoro che gli hai dedicato. Dovrai solo rimboccarti le maniche e ricominciare da capo.

Non c’è infatti eredità nel lavoro duro. Mentre stavi lavorando tante ore al giorno su un unico progetto, non hai avuto modo né tempo per sviluppare le tue pratiche commerciali o per costruire la tua reputazione. Hai sacrificato l’equilibrio tra lavoro e vita che desideri e non hai nulla in mano che lo dimostri.

Le principali scoperte di business provengono dal lavoro intelligente, smart invece che da quello di fatica, e si concentra sui risultati e non sullo sforzo. La tua attività non ha bisogno delle tue 16 ore di sforzo ogni giorno per trasformare il lavoro che fai in profitto.

È necessario invece costruire la tua azienda in modo da permetterti di eseguire unicamente le attività che solo tu puoi fare delegando invece le altre mansioni a persone del tuo staff che sappiano farlo nella maniera migliore e più veloce possibile.

Il tempo risparmiato potrà essere così investito nella costruzione della reputazione della propria attività e nella ricerca di nuovi clienti.

Niente di difficile o irraggiungibile quindi, i migliori risultati si realizzano costruendo un business basato sulla forza del team, completando le attività e aumentando l’output grazie ai propri talenti e al lavoro efficiente.

La chiave per far crescere il proprio business è anche e soprattutto essere selettivi verso i progetti e i clienti scelti. Non lavorare con chiunque bussi alla propria porta, ma solo con le persone giuste, cioè i clienti che pagano e riconoscono il valore del lavoro, anziché le ore impiegate a farlo. Con alle spalle una forte reputazione, un’azienda può essere più selettiva, scegliendo solo i progetti più redditizi. E chiunque può farlo lavorando per costruire un’impresa intelligente. “Lavorare smart” significa concentrarsi sulle attività che generano profitti fornendo servizi con margini elevati. Ciò significa creare processi aziendali ripetibili e generare più risultati con lo stesso impegno impiegato.

Per tornare alla saggezza popolare chiudiamo con Virgilio e l’Eneide dove Turno sprona i suoi uomini ad attaccare Enea tuonando: “Audentes fortuna iuvat”, la fortuna si sa, aiuta gli audaci, chi osa quindi vedere nel cambiamento di atteggiamento l’occasione per eccellere.

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