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La strada per la felicità: la via più corta? No, la più bella!

La strada per la felicità: la via più corta? No, la più bella!
Redazione

È un gesto ormai automatico. Prima di partire si digita o si fornisce un comando vocale con l’indirizzo del luogo da raggiungere a un Gps (o alle applicazioni sullo smartphone) e gli si affida il compito di scegliere la strada per arrivare a destinazione. Quella più breve, ovviamente. Perché siamo sempre in ritardo, perché non abbiamo mai abbastanza tempo e spesso infatti le mappe sono settate proprio sui percorsi più rapidi.

E se invece non avessimo fretta ma il desiderio di fare le strade più belle invece di quelle più veloci?

I sistemi di mappatura tradizionali infatti sono costruiti per massimizzare l’efficienza e la retorica della smart-city punta proprio sulla velocità, la sicurezza e la sostenibilità. Caratteristiche importanti che rendono le città più intelligenti forse, ma non necessariamente gli abitanti più felici. Per modificare questa regola di funzionalità occorre studiare come la gente percepisce psicologicamente l’ambiente urbano, catturare i risultati in maniera scientifica e applicarli a servizio degli utenti.

A tal proposito Daniele Quercia, Rossano Schifanella e Luca Maria Aiello, tre ricercatori italiani di Yahoo Labs e dell’Università di Torino hanno sviluppato un algoritmo che consente di generare itinerari in grado di calcolare il percorso più suggestivo e interessante per raggiungere una meta.

La ricerca dal titolo Goodcitylife è cominciata con un database di 3,7 milioni di immagini di varie zone nel centro di Londra, usando Google Street View e Geograph, e quindi caricando le foto su un sito (UrbanGems.org) per raccogliere i commenti a riguardo in rete. Gli utenti hanno scelto le zone della città che preferivano tra quelle proposte, contribuendo così a disegnare i percorsi più graditi. I ricercatori hanno quindi deciso di automatizzare il processo di selezione prendendo le immagini più scattate e con maggiori commenti positivi da Flickr.

Le Happy Maps utilizzano calcoli e metadati associati per costruire una cartografia alternativa della città basata sulle emozioni umane. Suggerisce all’utente quella bella e piacevole deviazione, più lunga solo di un paio di minuti rispetto al percorso più breve, ma che in compenso potrebbe provocare un’esperienza completamente diversa, massimizzando quindi il guadagno emotivo.

Le città sono spesso additate come insediamenti rumorosi e maleodoranti a causa dell’elevato numero di persone che vi abitano e che contribuiscono a caos e inquinamento. I progetti Smelly maps e Chatty maps mirano proprio a distruggere questa visione negativa e puntano a ristabilire il valore dei centri abitati celebrando i profumi piacevoli e i suoni emotivi per garantire una vita “bella” agli abitanti delle città e dare la giusta importanza alle emozioni che il contesto urbano dà a chi lo vive.

Una ricerca importante quindi che favorisce e che rende più gradevole e stimolante la mobilità sostenibile, fondamentale nello sviluppo delle smart city. “Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. E’ letale.” Paulo Coelho

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