Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Scroll to top

Top

Nessun commento

La mobilità di domani

La mobilità di domani
Vincenzo Tizzani

Le Smart City hanno numerosi temi urgenti da risolvere e uno dei più urgenti e più gravi è certamente la mobilità. Le nostre città, nate quando, oltre ai pedoni, giravano solo cavalli e carri trainati da buoi, hanno nella mobilità il problema dei problemi. L’inquinamento, il rumore, la perdita di ampi spazi a favore dei parcheggi per auto, la necessità di raggiungere i luoghi di lavoro in un tempo ragionevole condizionano la nostra vita rendendola meno smart di quello che potrebbe essere. Raggiungere Roma in un’ora conta poco se, poi, bisogna aggiungere un’altra ora di viaggio in città. I cittadini si muovono per ogni esigenza e i mezzi pubblici non sempre possono risolvere il problema. D’altra parte, le auto sono troppo numerose sia quando si muovono e sia quando sono ferme.  Un’ora per raggiungere il posto di lavoro impone la stessa auto ferma nel parcheggio per otto ore.

Una soluzione parziale al problema dell’inquinamento e del rumore è rappresentata dai veicoli a trazione elettrica che, per contro, hanno l’inconveniente della scarsa autonomia (e, per il momento, dell’elevato prezzo) e i lunghi tempi di ricarica. Di recente è stato rispolverato e migliorato un sistema per la ricarica rapida di batterie senza fili, studiato da Nicola Tesla quasi cento anni fa. Una tecnologia adeguata ai tempi moderni. Il sistema utilizza campi magnetici per trasmettere l’energia tra due piastre risonanti.

Il trasferimento di energia senza fili è efficace solo a distanze del metro, ma è più che sufficiente per un veicolo il cui pianale dista da terra meno di cinquanta centimetri. Il nuovo sistema di ricarica ha la dimensione di un notebook, pesa circa tre chili ed è sepolto sotto l’asfalto. Sarà sufficiente che ogni auto, dotata di questo sistema, si fermi qualche minuto in corrispondenza della piastra per ricaricare le batterie e riprendere il viaggio.

Il funzionamento del sistema è di una semplicità sorprendente e assolutamente non è invasivo all’interno dell’ambiente urbano. In Germania pensano di vendere un milione di auto elettriche all’anno entro il 2020 e Toyota, BMW, Daimler, Audi, Honda e Nissan hanno annunciato l’intenzione di introdurre sul mercato veicoli che utilizzano sistemi di ricarica senza fili.

Si prevede per la ricarica senza fili un grande successo perché la gente non è felice di utilizzare grossi cavi, pesanti, e molto probabilmente sporchi, soprattutto se è in piedi, in abito da sera, in un parcheggio sotto la pioggia. Se poi immaginiamo, di fianco al sistema di ricarica, una sorta di telepass che consenta il pagamento della ricarica, il nostro automobilista potrebbe ricaricare e pagare senza bagnarsi.

È una tecnologia pronta anche per gli autobus cittadini. Bombardier, noto costruttore di aeroplani e treni, sta sperimentando, nella Bassa Sassonia, un sistema di ricarica senza fili per la mobilità cittadina, sostenibile dal punto di vista ambientale e sul piano infrastrutturale. Spariranno in città quelle orribili catenarie che alimentano tram e filobus. Altre città europee seguiranno e testeranno questa innovativa modalità di mobilità urbana.

C’è un’altra novità dietro l’angolo, l’angolo più vicino. Sono sempre più maturi i veicoli che non richiedono un guidatore. Ogni anno in Europa si verificano 40.000 incidenti automobilistici mortali, dei quali il 93% dipende dalla stanchezza, dal sonno, dall’alcol o semplicemente dall’errore umano. È anche per questa ragione che si sta sviluppando la tecnologia per i veicoli senza conducente. L’utente sale sul veicolo, digita l’indirizzo di destinazione, si mette comodo per leggere il giornale e il veicolo va da se. A pochi chilometri da Bologna, a Parma, c’è uno spin off dell’Università che ha battuto tutti. Si tratta della VisLab che nel 2010 ha spedito tre veicoli elettrici della Piaggio da Roma fino a Shanghai, percorrendo 13.000 km, interamente senza guidatore.

Un’auto senza guidatore non ha bisogno di parcheggio: mi porta a lavoro, torna da sola a casa e ripassa a prendermi a sera. Nel frattempo il veicolo potrà essere utilizzato da mia moglie per la spesa e da mio figlio per l’allenamento di calcio. Nelle famiglie dove erano necessarie due o tre auto, ne basterebbe solo una.

Le smart city sono figlie dell’innovazione tecnologica, ma è anche uno stato mentale, un modo di essere e un approccio alle differenti situazioni. Non è lontano il momento in cui andremo al bar per un aperitivo e, mentre chiacchieriamo con gli amici, la nostra auto approfitterà della libertà per andare a ricaricare le batterie …… mentre noi ricarichiamo il morale.

Commenta

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo Blog rispettando i criteri della nostra Netiquette.