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Italia: il paradosso digitale

Italia: il paradosso digitale
Michele Armenise

 

Ho trovato molto pertinente quanto è stato detto in un convegno tenutosi a Roma a Luglio scorso ed espresso benissimo all’interno della presentazione di David Bevilacqua, Vice President Sud Europa Cisco, che di seguito provo a riassumere.

 

L’Italia è in preda a un vero paradosso digitale.

 

Se si osserva il mercato verso i consumatori (B2C) tutto fa ritenere che l’Italia sia un paese fortemente connesso e digitalizzato:

 

  • 1 persona su 3 è un gamer ; il 56% acquista giochi online; l’Italia genera il 9° fatturato mondiale nel settore;
  • nel 2013 in Italia ci sono 7,5 milioni di tablet e 37 milioni di Smartphone; il 90% di chi naviga da PC naviga anche da smartphone;
  • l’Italia è al 4° posto per il più alto numero di persone connesse via broadband in Europa (24M);
  • Italia è al 2° posto per le maggiori connessioni in 3G dopo la Germania (54.1M);
  • 22,7M utenti unici a Facebook (State of The Net – giugno 2013); vi è una media di 17M di utenti attivi al giorno.

 

Questi numeri incredibili sembrano orientarci al gioco o al tempo libero ma paiono totalmente inutili se osserviamo il mercato verso le imprese (B2B).

 

Ci ritroviamo nella condizione paradossale dell’azienda per cui opero: vorremmo avere una connessione in fibra per la nostra sede al Centro Direzionale di Napoli, e dico Centro Direzionale di Napoli, non propriamente una zona secondaria o periferica, per poter sostenere un collegamento in videoconferenza con la nostra sede di Roma (connessa in fibra 30 MB alla rete Telecom) ma che non possiamo avere perché ancora non disponibile dalla Telecom Italia, non proprio l’ultimo degli operatori in Italia.

 

L’utilizzo di tecnologie allo stato dell’arte viene spento dall’assenza di infrastrutture adeguate, cosa denunciata da Federmanager a più riprese.

 

Ed infatti i numeri sono impietosi:

 

  • Solo il 14% della popolazione italiana è raggiunta da una rete in fibra ottica, che garantisce banda ultra larga fissa. La media europea è del 54% e l’Italia è all’ultimo posto (EUROSTAT)
  • L’Italia spende in ICT solo il 3.8% del PIL, 38° posto su 45 paesi in Europa; negli ultimi 5 anni la contribuzione di Internet alla crescita del PIL e’ solo del 12 % vs il 21% della media dei paesi delle economie sviluppate
  • Il 4% della popolazione italiana fisicamente in digital divide (vivono in zone senza accesso alla banda larga né fissa né mobile. AGCOM, 30 giugno 2013
  • Solo il 4% delle imprese vende i propri prodotti e servizi via internet vs una media del 20% negli altri paesi europei
  • Gennaio 2014 OCSE: Banda larga Mobile, Italia al 20° posto, penetrazione del 58%.

Ripartiamo da qui, usciamo dalla logica dell’utilizzo di internet e delle tecnologie solo per gioco. Altrimenti diventa difficile parlare di e-commerce, cultura digitale e competitività delle imprese.  Per sfruttare quell’enorme mercato che la cosiddetta ”Internet of Things” ci sta facendo annusare è ora di realizzare infrastrutture.

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