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Imprese innovative: quali requisiti?

Imprese innovative: quali requisiti?
Emanuela Negro-Ferrero

Si parla molto di Start Up e di “imprese innovative” ma, di che cosa si tratta esattamente? Quali sono i requisiti che deve possedere un’impresa per essere definita innovativa? Quale forma societaria deve avere un’impresa innovativa? Durante l’ultimo convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Torino dedicato alle imprese innovative ho appreso notizie interessanti e utili. Importante quindi approfondire la definizione. Ecco quindi i criteri che definiscono un’impresa come innovativa. Una Start Up innovativa è una società costituita e che svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda. La sede della Start Up e i suoi interessi devono essere situati in Italia. L’oggetto sociale, prevalente o esclusivo, riguarda lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione  di prodotti, servizi innovativi ad alto valore tecnologico. A partire dal secondo anno di attività della Start-Up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non deve essere  superiore ai  5 milioni di euro.La cosa importante, e questo va chiarito subito visto il grande interesse dimostrato per gli Spin Off d’azienda da parte di banche e investitori, è che la Start Up  non distribuisce e non ha  distribuito utili. Si tratta di una società nuova, che non si è costituita  a seguito di una fusione, oppure di una scissione societaria o, a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda. Riguardo alla composizione del bilancio,  le spese in ricerca e sviluppo devono risultare uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione. Dal  calcolo per le spese in ricerca e sviluppo vanno poi  escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. In aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del Business Plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della Start-Up innovativa. Non mi sembra poco. Anche perché le imprese innovative godono di diverse agevolazioni. Possono iscriversi a un Registro peciale dedicato alle imprese innovative. Ma di questo, vista la corposità del’argomento trattato, preferisco parlare in diversa occasione. Personalmente, essendo Creator di una Start Up incubata al Politecnico di Torino, a parte sperimentare la bontà dei percorsi di incubazione, dal punto di vista manageriale troverei molto efficace che, oltre  ad aver attivato delle misure di facilitazione fiscale, il Governo procedesse alla creazione di un fondo dedicato alle Start Up. Una sorta di kit di partenza, come quello che offriva  anni fa il servizio “Mettersi in Proprio” attivato dalla Provincia di Torino. Nel kit, oltre alla consulenza gratuita di avvocati, commercialisti, redazione del Business Plan, al futuro imprenditore veniva erogata una piccola cifra mensile. Poca cosa, ma sufficente per aiutare il neo- imprenditore a sopravvivere fino a che la propria impresa non diventi  operativa e quindi in grado di fatturare e produrre utile. Per noi donne ricordo esistevano contributi a fondo perduto. Oggi, purtroppo, non esiste nulla di tutto questo. Eppure le Start Up sono -e possono- diventare sempre di più opportunità di impiego per giovani, donne e professional.  I percorsi di incubazione offrono spazi lavorativi in condivisione a costi molto abbordabili e consulenti fiscali e legali con tariffe forfettarie. Inoltre, se la Start Up si rivela essere un business interessante, banche e “business angel” intervengono immediatamente. Soprattutto se all’interno del team sono  presenti alte professionalità.

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