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Il bandolo della matassa

Il bandolo della matassa
Renato Oscar Valentini

Può accadere che una città diventi “smart” senza che contemporaneamente lo diventino, almeno proporzionalmente, i suoi cittadini? La domanda penso appaia retorica, perché è spontaneo rispondere che no, non è possibile. Lo sviluppo di una società su cosa si basa? Anche qui la risposta appare scontata e viene facile dire istruzione, educazione, formazione o, in altre parole, scuola. Tante volte abbiamo detto che in Italia soffriamo di un’analfabetizzazione digitale, cosa che, ahimè, viene evidente oggettivamente da tante statistiche internazionali, una di queste che ho ricordato nel mio ultimo post. Un barlume di speranza, allora, mi si accende dopo aver letto dell’emanazione della  Circolare  del 9 aprile ultimo scorso che – finalmente – pare indirizzare stavolta veramente la digitalizzazione della scuola italiana, e quindi di una formazione in linea con i tempi. Il ministro Giannini ha dato avvio al Decreto Carrozza che rompe un tabù, e in qualche modo quindi anche una lobby, ovvero si apre la  liberalizzazione delle adozioni dei testi scolastici e quindi non sarà più obbligatoria l’adozione di quelli tradizionali degli editori. I nuovi testi adottati dovranno  obbligatoriamente essere inoltre  in formato digitale o misto, non ci sarà più spazio ai soli testi su stampa. Mi piace anche molto il fatto che da ora le scuole potranno, in alternativa o a complemento dell’adozioni dei corsi tradizionali degli editori, predisporre materiali digitali in modo autonomo. Abbiamo finalmente trovato il bandolo di una matassa che potrà aprire molte porte nel futuro del nostro Paese? Smart Cities composte da Smart Citizens, che bello pensarci…

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