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Facciamo il punto sull’eLearning

Facciamo il punto sull’eLearning
Federico Mioni

A che punto è il dibattito sull’efficacia dell ’eLearning? Nei primi anni 2000 era visto come una sorta di Eldorado della formazione (investimenti all’inizio e poi una replicabilità amplissima di corsi e contenuti), ma ci si accorse subito che questa era un’illusione. Un buon eLearning, oggi come ieri, presuppone buona infrastrutture tecnologiche ma soprattutto una cura nell’elaborazione dei contenuti e una “manutenzione” ancor più attenta. Anche i migliori corsi, infatti, possono procedere senza interazioni effettive (saltando quindi la dimensione della community), e anche i migliori forum possono conoscere presto la cosiddetta “desertificazione”.Questi sono alcuni dei classici argomenti dei “detrattori” dell’eLearning, così come lo sono il ricordare l’instabilità della rete cui è esposto un corsista eLearning quando è in viaggio, o la “serialità” in cui a volte cadono i contenuti. Tuttavia, ritengo valga la pena non accantonare i vantaggi di questo insieme di sistemi (l’eLearning è un panorama molto diversificato), e fra essi vi è non solo la potenziale ubiquitari età della formazione (elemento decisivo per un manager), ma anche la possibilità di sperimentare forme di apprendimento di concetti e case studies più efficaci di altri metodi più tradizionali.Inoltre, mi pare non vada sottovalutata l’interazione che si può creare con le mappe mentali, così come il fatto che attraverso queste ultime e altre modalità si può “trattenere” con più facilità un set di idee e strumenti appresi con la formazione. Importante infatti è apprendere, ma altrettanto lo è il fatto di capitalizzare in modo durevole quanto appreso. Per non dire che una community on line, che diventi learning community, porta un valore aggiunto che spesso una comunità di apprendimento “tradizionale” non riesce ad ottenere.

 

 

 

Commenti

  1. Alfredo Ciceri

    e.Learning: con le odierne tecnologie e grazie al grande sviluppo dei Social Networks che hanno fatto fare un balzo gigantesco nell’uso della moderna tecnologia (leggi Tablet e smartphone, è inpensabile NON investire nella formazione “on-line”.
    Esempio: Pensiamo a quanto tempo si consuma nella formazione forzata sulla sicurezza fatta in modo tradizionale, ci sono anche piccole Aziende costrette ad istruire personale d’ufficio spendendo giornate con risultati risibili.
    Esempio: Corsi su come scrivere le Mail, su come relazionarsi con i Clienti, su come utilizzare meglio Word ecc. ecc.

    Le varie Cooperative o Associazioni potrebbero fare questi corsi una volta e poi renderli disponibili a tutti gli associati.

    Pensiamo al grande vantaggio che ne trarrebbe la Pubblica Amministrazione, per questi sarebbe molto utile anche un bel corso su “come relazionarsi con i Cittadini”.

    Questi corsi non devono essere noiosi, devono ovviamente essere accattivanti.

    Alfredo Ciceri

  2. In un contesto stoico di cambiamento quale quello attuale, ritengo che gli argomenti detrattori riportati, debbano essere non ostacolo, ma forza per chiederci se in realtà non siamo noi ad avere poca volontà di cambiare gli strumenti, col fine ultimo di moltiplicare la possibilità di apprendere. Oggi si parla spesso di crisi proprio perché si fatica a comprendere e a governare le trasformazioni in atto. Non apprezzare l’e-Learning ne è testimonianza.

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