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E-Commerce nel rapporto Assinform

E-Commerce nel rapporto Assinform
Michele Armenise

Il rapporto Assinform 2014 delinea un’immagine dell’ICT Italiano in chiaroscuro. Se complessivamente il mercato ICT continua a essere caratterizzato da un trend al ribasso (-4,4%), è pur vero che alcuni trend innovativi come il Cloud e come l’Internet of Things stanno facendo segnare risultati molto positivi e confortanti (rispettivamente con +32,2% e +13,8% rispettivamente). In questo quadro la performance dell’Ecommerce tutto sommato non delude.

La spesa media del mercato Ecommerce è intorno ai 228 € (lieve crescita +2%) rispetto al periodo precedente; il mercato complessivo cresce del 18% annuo da due anni e si attesta a 11,3 Mld €. Le crescite di tablet, al raddoppio, e di smartphone, quasi del 50%, non potranno che incrementare ulteriormente questi dati. Il mercato Mobile Commerce cresce infatti in modo esponenziale (+255%).

Altri dati interessanti:

  • 20 Mni gli italiani che almeno una volta nella vita hanno comprato online
  • 16 Mni coloro che hanno fatto un acquisto negli ultimi 3 mesi.
  • Gli e-shopper abituali (mensili) a febbraio 2014 sono diventati 9,4 milioni (+20%)

Possiamo essere confortati da questi dati, ma non possiamo ritenere che questo basti. Sembra quasi un trend determinato dall’impulso dei singoli piuttosto che da una comune strategia di sistema paese. Infatti se può soddisfare la situazione complessiva del B2C, non si può dire lo stesso per quella B2B.

Non a caso David Bevilacqua (Vice President Sud Europa Cisco) nel suo intervento al Summit di Roma sul tema “Internet of Everything” del 3 luglio parla di paradosso digitale dell’Italia cioè della dicotomia tra una società B2C connessa (uso massivo di tablet, smartphone e social network da parte dei singoli) e una B2B  da connettere (Italia agli ultimi posti in Europa per investimenti in ICT rispetto al PIL e per la pervasività della banda larga fissa e mobile). Solo il 4% delle imprese in Italia vende i propri prodotti e servizi via Internet. 

È evidente la necessità di una svolta operativa che renda concreta la realizzazione di infrastrutture per lo sviluppo del mercato B2B, ma la risposta della politica appare ancora troppo lenta e più legata a logiche antiche di partito che non a una strategia complessiva e costruttiva di un insieme di forze eterogenee che lottano per uno stesso fine ultimo, il bene dell’Italia.

Federmanager si propone come parte attiva nel processo di rinnovamento del paese, pronta a dare un contributo fattivo su ogni tavolo in cui verrà chiamata. Peccato che fino a ora ogni appello in questo senso sia caduto nel vuoto, ma di certo non molliamo e continuiamo a gridare a gran voce, in modo fermo e costruttivo, ciò che serve al paese.

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