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Come si può definire un buon servizio SMART?

Come si può definire un buon servizio SMART?
Fulvio Sbroiavacca

Un buon servizio non deve essere impersonale, ma invece è necessario che sia personale e individualizzato.

Richiede “qualcuno con cui parlare, che sappia fare bene e con cortesia quello che chiedo”: … il prendersi cura, il riparare, il pulire, il rispondere, il mettere in ordine, l’accogliere, il conservare, il tranquillizzare, il nutrire, il guidare …

Poche volte abbiamo sentito esclamare “Un servizio perfetto !”, ma sicuramente si trattava di un servizio comprendente un contatto, una relazione adeguate allo scopo.

Quando paghiamo il ticket dell’autostrada al casello automatizzato una voce automatica ci dice “arrivederci”, mi sono sempre chiesto: ma quando ci siamo visti?

Il servizio di qualità è un servizio personalizzato, comporta una maggiore attenzione alla relazione tra chi riceve il servizio e chi lo presta: “un buon servizio offre, a chi lo compie e a chi lo riceve, il piacere della bellezza dell’esecuzione, dando così intensità alla vita ed aggiungendo valore a un evento che altrimenti sarebbe soltanto una transazione”(James Hilmann).

Un servizio SMART dovrebbe quindi essere un servizio ad “high touch/high tech”, ad alto contatto/alta tecnologia.

Ed allora qualcuno propone un nuovo buon servizio SMART? Come potrebbe essere un “Facebook” ad alto contatto?

 

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