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4 Commenti

Certificazione delle Competenze Manageriali

Certificazione delle Competenze Manageriali
Ettore Cambise

Il tema della Certificazione delle Competenze è da sempre legato a quello della Formazione.

Le Competenze, basate sulle doti (abilità) personali, si acquisiscono attraverso la formazione e l’esperienza e si mantengono attraverso ulteriore formazione ed esercizio.

Riflettevo a questo paradigma e mi è venuto in mente l’aneddoto di Cimabue e Giotto: il maestro Cimabue sente parlare di un pastorello promettente nelle arti e, incontratolo, gli chiede di certificare le sue abilità. Il giovane Giotto per farlo traccia a mano libera un cerchio perfetto. Ha grande abilità ma ancora gli manca qualcosa per avere le competenze del grande pittore, deve andare attraverso la formazione presso la bottega di Cimabue e, dopo essere diventato a sua volta un maestro dipingerà con continuità e insegnerà agli altri, insegnamento che come tutti i rapporti umani è bilaterale, e quindi continuerà ad imparare anche lui.

Se andate a leggere l’articolo de ‘la voce.info’ seguendo il link qui sotto:

http://www.lavoce.info/alla-certificazione-delle-competenze-non-serve-un-sistema-burocratico/

scoprirete che con la legge n. 4 del 2013 che regolamenta le professioni non ordinistiche, è stato introdotto il requisito, per i professionisti che si presentano sul libero mercato, di una Certificazione delle Competenze. La legge n. 4 si riferisce alle Associazioni professionali che assumono il ruolo di una sorta di ordini professionali cui ruolo precipuo è, o dovrebbe essere, la tutela del consumatore.

Andando oltre nell’articolo, gli autori esprimono tutta una serie di critiche su come la legge imposta e regola il quadro normativo, e individuano nel modello tedesco, in cui è stato deciso di “…lasciare ampio spazio al mondo del lavoro ed a i suoi rappresentanti” con la formazione di “..gruppi formati da datori di lavoro, sindacati, e membri della istruzione superiore che operano per procedere ad elaborare una cornice di riferimento nazionale”.

E’ proprio secondo un approccio analogo, sia pur senza avere l’obiettivo di determinare il quadro nazionale, che Federmanager, Associazione di rappresentanza dei Dirigenti Industriali, ha lanciato meno di un anno fa un progetto per offrire ai Manager Atipici, professionisti che si offrono sul mercato del lavoro, propri associati un Servizio di Certificazione delle Competenze Manageriali.

Questo Servizio, che vede coinvolte Confindustria e due Università, e alcune Istituzioni particolarmente interessate e (ricordate il quadro tedesco?), è basato su un articolato Processo di Certificazione di Terza Parte.

Il Processo basa la sua credibilità ed efficacia su tre pilastri:

  • è stata utilizzata come normativa di base la Norma UNI 11369 per la Certificazione delle competenze (Guida per la classificazione dei consulenti di direzione in base al sistema di competenze);
  • è stato sviluppato da parte di Federmanager (che rappresenta più di 100.000 Dirigenti di Aziende industriali) un Disciplinare che specifica alcune figure manageriali (Temporary Manager, Export Manager, Manager per l’Internazionalizzazione, Manager di Rete) e tutti i requisiti che debbono essere soddisfatti per ottenere la specifica Certificazione di Competenze;
  • il Disciplinare è adottato da una delle principali Società italiane di Certificazione, (che offre servizi di valutazione di conformità, controllo, certificazione, secondo norme nazionali ed internazionali, relativamente a materiali, progetti, processi, tecnologie, prodotti, impianti e personale, compreso lo svolgimento di specifiche attività per conto di Amministrazioni Pubbliche e altre Autorità) per Certificare le Competenze Manageriali dei candidati.

Dopo avere inquadrato oggi l’argomento Certificazione, in un prossimo post mi riprometto di entrare un poco più nel merito dei principi secondo i quali il Disciplinare è stato impostato e ‘dialoga’ con la norma UNI.

Per oggi credo di aver messo abbastanza carne al fuoco…mi auguro che le persone interessate all’argomento postino commenti e domande.

Commenti

  1. Romano Ambrogi

    Grazie per la chiarezza con cui è stato affrontato il tema.
    E’ importante che tutti i colleghi imparino ad orientarsi nella foresta delle disposizioni di legge e nelle proposte che nascono da ogni dove.
    Sottolineo il passaggio dell’articolo citato che evidenzia i punti negativi della legge 4 del 2013
    ” A un primo livello perché è scritto in un burocratese incomprensibile ai più. Tuttavia, se al centro della certificazione delle competenze vi è, come recita il decreto, la persona, allora la conditio sine qua non è che questa possa almeno capire in che cosa consista il processo e come vi possa partecipare. Secondariamente, perché la normativa non valorizza tutte le metodologie di apprendimento attivo”.
    Ma giustamente il punto centrale dell’articolo è

    “Il sistema funziona, infatti, se queste sono realmente spendibili nel mercato del lavoro permettendo, così, di passare con agilità da una situazione occupazionale a un’altra. Perché ciò si realizzi occorre che le competenze certificabili siano ricavate direttamente dal mondo reale e dalle dinamiche produttive quotidiane”
    Qui si gioca la sfida posta da Federmanager con la certificazione delle competenze: trasferire le conoscenze che abbiamo al nostro interno sulla domanda che emerge dal mondo economico.
    Credo che dovremo fare appello a tutti i nostri soci che quotidianamente si confrontano con le domande nazionali ed internazionali di competenze manageriali perché mantengano sempre aggiornate le informazioni sulle esigenze del mercato del lavoro e troviamo il modo di dimostrare uno sbocco reale a chi consegue la certificazione.
    Grazie per l’ottimo lavoro e l’ottima sintesi.
    Aspetto il prossimo capitolo

    • Ettore Cambise

      Ti ringrazio per i complimenti, che sono ovviamente destinati a tutti i componenti del Gruppo di Lavoro Federmanager che ha progettato e realizzato il Disciplinare.
      Hai colto perfettamente il centro della questione, che determinerà il successo o il fallimento della iniziativa:la creazione di un circolo virtuoso con il mondo del Lavoro e delle Imprese, che man mano che i colleghi si certificheranno, riconosca questo valore aggiunto privilegiando il loro inserimento in Azienda.

  2. Michele Armenise

    Non sarà la stessa cosa ma devo dire che ho usufruito di un altro servizio Federmanager sulla formazione che partiva dal fare il bilancio delle competenze via Internet e finiva su un percorso di personal coaching in tre sessioni di due ore gratuito che si poteva fare con una di tre aziende convenzionate con Federmanager.
    Ho trovato il percorso di coaching estremamente utile e probabilmente è stato quello che mi ha dato lo slancio per cambiare drasticamente lavoro e approccio.

    Trovo queste iniziative veramente positive.

    • Ettore Cambise

      Da quello che racconti, mi pare che il Bilancio delle Competenze che hai provato si sia rivelato molto positivo in termini di motivazione al cambiamento. Peraltro quel percorso è pensato proprio per individuare eventuali percorsi per completare, o ri-orientare, la propria professionalità.
      Noi speriamo che questo ulteriore servizio, che Federmanager mette a disposizione degli associati, possa aiutarli, una volta certificate le loro competenze, ad avere un elemento qualificante in più per competere nel Mercato del Lavoro.

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