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AGENDA DIGITALE DEL POLESINE – INFRASTRUTTURE DIGITALI E COORDINAMENTO DEGLI INTERVENTI

AGENDA DIGITALE DEL POLESINE – INFRASTRUTTURE DIGITALI E COORDINAMENTO DEGLI INTERVENTI
Redazione

L’Agenda Digitale Europea ha descritto con precisione gli obiettivi ambiziosi che permetteranno all’Unione Europea di sviluppare la propria economia digitale: al 2020 l’accesso a internet per tutti i cittadini ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s e al di sopra di 100 Mb/s per almeno il 50% della popolazione. Viene però lasciata ai Paese membri la scelta delle azioni e delle misure necessarie per raggiungere questo traguardo. Fondamentale è la complementarità tra livello nazionale e regionale e l’integrazione tra le stesse iniziative regionali: solo così gli investimenti potranno produrre effetti strutturali.
Investimenti che devono essere innanzitutto pubblici, per poter raggiungere gli obiettivi europei, considerando il gap italiano relativo alla velocità media di connessione: 4.4 Mbps, il dato più basso di tutta Europa.
Nel 2013, la quota di connessioni ad alta velocità (almeno 30 Mbps) risulta essere significativamente inferiore alla media (0,1% rispetto al 14,8% nell’UE) e la quota dei collegamenti ultra-veloce (almeno 100 Mbps) anch’essi marginali. A fronte di alti livelli di domanda di connessione base, appare quindi limitata l’offerta di connessioni veloci e ultraveloci rispetto alla media UE, rendendo imprescindibile un intervento pubblico sussidiario agli investimenti privati.

Occorre, dunque – come viene sottolineato nel documento programmatico dell’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – una mobilitazione delle migliori energie del Paese per affrontare l’emergenza del divario digitale culturale che ostacola lo sfruttamento delle nuove opportunità del mondo digitale: occorre superare la logica dell’informatizzazione dell’esistente e ripensare i processi profondamente, cambiare l’organizzazione del lavoro sia nel pubblico che nel privato, scoprire nuovi mercati e modelli di business, affrontare le sfide sociali emergenti con l’innovazione sociale, accrescere la partecipazione e l’inclusione, migliorare la qualità della vita, affermare nuovi diritti.

Innanzitutto, occorre rafforzare le infrastrutture digitali, per ridurre il digital divide nei territori che non ancora una copertura stabile di connettività in banda larga ad almeno 2Mbps al 2013 (aree rurali e interne) e promuovere interventi per favorire la diffusione di connettività in banda ultra larga coerentemente con gli obiettivi fissati al 2020 dalla “Digital Agenda” europea.
Dal punto di vista legislativo i presupposti ci sono: il Decreto del 1° ottobre 2013 del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, semplifica la posa di infrastrutture di rete in fibra ottica; l’art. 2 del D.L. del 25 giugno 2008, n. 112 prevede che le infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria: l’art. 14 del D.L. del 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge del 17 dicembre 2012, n. 221 – ha stanziato 150 milioni di euro per lo sviluppo di reti a banda larga nell’intero territorio italiano, propedeutiche allo sviluppo della banda ultralarga.

Ora però è necessario individuare insieme gli interventi necessari e urgenti per raggiungere gli obiettivi e attuare le agende, a servizio di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva da qui al 2020. Soprattutto perché l’innovazione tecnologica delle infrastrutture digitali e la presenza di un’adeguata offerta di servizi di telecomunicazione sono strettamente collegati con la crescita economica e lo sviluppo del territorio.
Il prossimo sviluppo delle nuove reti a banda ultralarga è un’opportunità importante per rispondere alle crescenti necessità soprattutto delle aree produttive e porta in se il rischio del concretizzarsi di un nuovo divario digitale di secondo livello che può riguardare tutte le aree meno densamente abitate, ancora contraddistinte da ampie aree dove l’offerta di servizi a banda larga da rete fissa, mobile o wireless, non è sufficiente o non è adeguatamente sfruttata.

Il Polesine si propone quindi come paradigma di tutte le zone rurali italiane a bassa densità di popolazione
Un esempio importante arriva dal Polesine, territorio in prevalenza rurale che – come molti altri nel nostro Paese – deve fare i conti con il rischio di divario digitale (larghi settori di popolazione esclusi dalle tecnologie dell’informazione, per motivi infrastrutturali, culturali, sociali).
Ecco perché si sono dati appuntamento a Rovigo amministratori e tecnici, gestori dei servizi del sottosuolo e operatori di telecomunicazione di livello locale e nazionale alla presenza delle massime autorità in materia, per individuare mezzi concreti per tradurre gli obiettivi delle agende in risultati ed evidenziare le priorità di azione per il futuro.

Il Polesine si propone quindi come paradigma di tutte le zone rurali italiane a bassa densità di popolazione; qui con il contributo di Regione Veneto è stata realizzata un’importante infrastruttura a banda larga, costituita da cavidotti per fibra ottica e tralicci per antenne radio, affidata in concessione agli operatori di telecomunicazione in aree prima del tutto sprovviste di servizi.
Da allora lo sviluppo delle infrastrutture a banda larga è il primario obiettivo del Polesine, al fine di permettere, anche nelle zone meno densamente abitate, l’attivazione dei servizi più evoluti, per favorire la competitività del territorio.

Spiega Angelo Zanellato, Presidente di CONSVIPO, Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, promotore del Convegno: Nel nostro territorio non è ancora presente un’adeguata offerta di servizi di  telecomunicazione di base, ma gli obiettivi delle agende sono sempre più ambiziosi: il convegno del 19 settembre sarà occasione per individuare mezzi concreti per tradurre nei prossimi mesi gli obiettivi in risultati ed evidenziare le priorità di azione per il futuro del territorio polesano.

Consci del livello ancora insoddisfacente dell’offerta di servizi di telecomunicazione in molte aree del nostro territoriodice l’Ing. Fabio Gelli, Polesine TLCriteniamo indispensabile evidenziare tutti quei mezzi concreti che possano agevolare l’intervento infrastrutturale pubblico e privato e soprattutto ottimizzare le risorse che già sono presenti, come un corretto utilizzo del sottosuolo ed una necessaria attenzione alle infrastrutture di telecomunicazione in tutti i lavori pubblici.

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