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5 strategie per costruire relazioni di successo con il proprio co-fondatore di startup

5 strategie per costruire relazioni di successo con il proprio co-fondatore di startup
Redazione

Creare una startup di successo da soli è possibile. Elon Musk ha fondato la Space Exploration Technologies Corporation, Mark Zuckerberg ha creato la versione iniziale di Facebook e David Karp ha lanciato Tumblr. Sono tre esempi di grandi aziende sviluppate da un singolo individuo. Anche se avviare una startup contando solo sulle proprie forze è quindi realizzabile ciò non significa che sia la modalità migliore per farlo. Innanzitutto, le persone e gli investitori si aspettano che le startup siano guidate da due o più co-fondatori. Inoltre, la creazione di una società per mano di una sola persona avrà un avvio molto più stressante, dispendioso in termini di tempo oltre che emotivamente e finanziariamente. Spesso troppo pesante quindi per una persona sola. Tutti hanno bisogno di colleghi con cui confrontarsi, con i quali condividere opinioni, prospettive diverse per prendere decisioni.

Stabilito quindi che è generalmente sconsigliato fare da soli, vediamo quali sono le modalità per impostare una collaborazione basata sulla trasparenza, sulla comunicazione e sulle aspettative leali. Sono solo cinque strategie essenziali da utilizzare per aiutarti a formare e sostenere relazioni di successo con il co-fondatore della tua azienda.

  1. Definire da subito responsabilità e ruoli

Non è raro che i co-fondatori si scontrino su chi è responsabile di cosa e quali siano i diversi compiti e doveri di ciascuna persona. Tali disaccordi possono essere resi ancora più complicati dal fatto che ognuno di noi tende a vedere i propri ruoli in modo molto specifico. Per questi motivi è fondamentale determinare esplicitamente le responsabilità e i ruoli il prima possibile. Un modo efficace per farlo è mettere nero su bianco i propri desideri di impiego, inizialmente ciascuno per conto proprio, in privato, per poi confrontarsi e, in caso di sovrapposizione o disaccordo apportare le necessarie modifiche, per il bene dell’azienda.

  1. Realizzare e firmare un accordo per i fondatori

Creare quindi un insieme di norme che unisce le disposizioni e i dettagli specifici relativi a doveri, proprietà azionarie, maturazione e assegnazione della proprietà intellettuale della società. Un documento legale essenziale per garantire coerenza di visione, comprensione dei doveri e accettazione reciproca delle aspettative.

  1. Concordare gli impegni di tempo

Un’altra strategia importante consiste nel sviluppare le aspettative su quanto e quando ogni persona contribuirà al lavoro, concordando quindi la quantità di tempo da trascorrere lavorando per l’azienda. La questione se questo debba essere deciso in modo formale ed esplicito (ad esempio, sotto forma di contratto) o informalmente (ad esempio, attraverso una discussione verbale) dipende in definitiva dalla natura della relazione personale. Alcune start-up potrebbero trarre beneficio da una programmazione più rigida del tempo, mentre altre potrebbero essere più inclini a una modalità smart e consentire a ciascuno di avere un certo margine di manovra e scelta del luogo e del tempo di lavoro. In generale, però, è necessario stabilire chiaramente quanto ci si può aspettare che ogni persona possa contribuire e quando, specialmente in visione di scadenze di attività e progetti specifici.

  1. Sviluppare e concordare un piano di intenti

Importante è anche stabilire con chiarezza cosa ciascun membro intende fare dell’azienda. Sembra assurdo, ma anche se ci si è confrontati, spesso non si ha la stessa visione in termini di mission, di obiettivi e di desideri riguardo il futuro della propria startup. Capite se volete la stessa cosa ed eventualmente analizzate come le differenze possano essere gestite e superate per continuare a lavorare insieme.

  1. Sviluppare e concordare un piano di uscita

Nessuno ha mai intenzione di creare una startup fallita, di dedicare anni della propria vita a cercare di costruire un’azienda che alla fine muore. Eppure succede, sempre. Per quanto possa essere imbarazzante o demotivante, occorre stabilire chiaramente qual’è il punto di non ritorno, quello che vi farà capire che la vostra azienda non vale più il tempo e il denaro necessari per continuare a gestirla. Non devi farti ossessionare da queste previsioni, pianificando ogni singola eventualità ma non lasciare comunque tutto al caso, sperando che le cose funzionino come desideri, senza intoppi.

Non c’è una risposta universale alla domanda: “Quando ci fermiamo?”, tuttavia un buon modo per valutare la situazione è impostare un margine di profitto o di crescita in anticipo: se non si raggiunge una cifra specifica entro una data precisa, ad esempio, si potrà decidere di intraprendere un’azione importante.

 

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